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Island Motorsport: Circuito di Magione

DA UFFICIO STAMPA ISLAND MOTORSPORT, DANIELE FULCO – 2 ORE STORICHE DI MAGIONE, DANNI BEN LIMITATI PER LA ISLAND MOTORSPORT  NONOSTANTE UN EPILOGO UN PO’ TRIBOLATO, BUON PIAZZAMENTO PER GLI ALFIERI PALERMITANI MANNINO-AVARA-GUAGLIARDO, SU PORSCHE 911/SC, TRA I PROTAGONISTI DELL’ULTIMO ATTO STAGIONALE DEL TRICOLORE VELOCITÀ AUTOSTORICHE
Magione (Pg), 6 dicembre 2015 – Tutto sommato, nonostante un epilogo un po’ tribolato, la scuderia Island Motorsport è riuscita a raccogliere un buon piazzamento al termine della 2 Ore Storiche – 16° Trofeo Anchise Bartoli (nello schieramento riservato alle vetture oltre 1600cc), ultimo appuntamento del Campionato italiano Velocità Autostoriche, andato in scena questo fine settimana presso l’Autodromo dell’Umbria a Magione.
L’equipaggio del sodalizio siciliano composto dall’occasionale Natale Mannino, dal rientrante Fabio Avara e da Domenico Guagliardo – quest’ultimo nella duplice veste di conduttore e preparatore della Porsche 911 Sc di 3° Raggruppamento – ha, infatti, centrato il secondo posto in classe ‘GTS oltre 2500’, una volta archiviato un match avvincente che non ha di certo lesinato colpi di scena.
Andando alla mera cronaca sportiva, è toccato a Natale Mannino il primo turno di guida che, già autore del terzo riscontro cronometrico assoluto nelle qualifiche del sabato, scattato dalla seconda fila della griglia di partenza è subito balzato al comando del gruppo, alla prima “staccata”, mantenendo la leadership per quasi un’ora. Entrato ai box per il previsto cambio-pilota, gli è subentrato Fabio Avara, resosi successivamente autore di una performance pulita e regolare tanto da consegnare a Guagliardo, in vista dello sprint finale, un’auto saldamente seconda in classifica generale. Nonostante vi fossero tutte le premesse per puntare alla vittoria, è stato ben poco fortunato lo “stint” del gentleman driver palermitano che, dopo pochi giri, è stato costretto a rientrare al paddock per la rottura di un supporto del motore.
«A quel punto la corsa era stata in buona parte compromessa e quel che contava era semplicemente giungere al traguardo – ha raccontato Avara – Così, fissato provvisoriamente il propulsore con una cinghia, abbiamo deciso di cambiare la strategia iniziale, risultata più che azzeccata fino a quel momento, e il volante è stato nuovamente passato a Natale per affrontare le tornate conclusive. Voglio ringraziare, infine, i miei due compagni che mi hanno sostenuto regalandomi, nonostante tutto, un appassionante weekend agonistico».
Al pari di Guagliardo, anche a Mannino non è andata molto meglio. Le continue sollecitazioni, infatti, hanno causato il cedimento della cinghia di sostegno al motore che, spostandosi, ha spaccato un tubo dell’olio obbligando il trittico isolano a sventolare, definitivamente, bandiera bianca.

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