FONTE: UFFICIO STAMPA BIELLA MOTOR TEAM – La scuderia Biella Motor Team torna dalla prima edizione del Rally di Carmagnola in versione storica, gara che si è corsa tra la cittadina torinese ed il Roero nella giornata di sabato 1 settembre, con grande soddisfazione per i risultati ottenuti dai suoi equipaggi. Prestazioni che hanno permesso al sodalizio guidato da Vittorio Gremmo di portare a casa la vittoria nella speciale classifica riservata alle scuderie, un premio che sancisce l’elevata competitività della “squadra” biellese.
A livello individuale i migliori sono stati Claudio Bergo e Luca Pieri che erano iscritti con una Toyota Celica ST165. Grazie ad una prova aggressiva sono riusciti a conquistare un bellissimo terzo posto assoluto a cui s’abbina il secondo nel Raggruppamento 4 e nella classe oltre 2.000 cc. Posizione numero 8 nella generale, invece, per Luca Valle e Cristiana Bertoglio che partivano con il numero 1 sulle fiancate: con la loro Porsche 911 SC hanno portato a casa anche la quarta piazza nel Raggruppamento 3 ed il successo nella classe oltre 2.000 cc. Appena fuori dai primi dieci, undicesimi, hanno concluso Franco Vasino e Renzo Melani con una Porsche 911 RS. Per loro la vittoria nel Raggruppamento 2 e di conseguenza nella classe oltre 2.000 cc. Due posizioni dopo si è classificata Margherita Ferraris Potino che faceva coppia con il pilota Pier Luigi Porta. Con la loro Ford Escort RS sono quinti di Raggruppamento 3 e terzi di classe fino a 2.000 cc. Non hanno invece visto l’arrivo, si sono fermati sulla quinta prova speciale, Maurizio Ribaldone ed Eraldo Botto con la loro Autobianchi A112 Abarth.
Grandi soddisfazioni anche nella gara di Regolarità sport, che seguiva il rally, dove Michele Pavan e Cristian Coggiola hanno ottenuto un bel secondo posto assoluto con la loro Ford Escort XR3.
rallystorici.it
FONTE: UFFICIO STAMPA MARANELLO CORSE, PAOLO BELLODI – Il bassanese, impegnato su Fiat Ritmo nella gara per auto storiche, è buon secondo di classe, piazzamento che lo mantiene in gara per il successo finale di classe nel Trofeo Rally di Zona 2.
Sotto la bandiera a scacchi di Udine, sorride pure Marco Stragliotto, di nuovo assecondato dal conterraneo Nicolò Marin: il pilota di Cassola centra un secondo posto di classe 4/J1A/2000 al termine di una gara resa decisamente impegnativa dalle avverse condizioni meteo. L’attenta condotta di gara dell’equipaggio porta la Fiat Ritmo 130 – preparata dallo stesso pilota – alla piazza d’onore di classe. Con questo secondo posto, il bravo Marco resta in scia al leader di classe nel Trofeo Rally di Zona, quando manca il solo rally di Bassano a chiudere il torneo del Nordest dedicato alle auto-storiche.
Immagine: Leonardo d’Angelo
FONTE: UFFICIO STAMPA FLAVIO AIVANO, TOMMASO VALINOTTI – Poca fortuna per il rientro del pilota astigiano di San Martino Alfieri, affiancato dal navigatore di San Damiano d’Asti Mauro Carlevero, che lottano contro i problemi tecnici della loro Opel Kadett prima di arrendersi dopo la sesta delle otto prove speciali. Nonostante ciò il pilota portacolori del Team Bassano è soddisfatto per essere tornato a respirare atmosfera di prove speciali dopo quindici mesi di assenza
CARMAGNOLA (TO), 1 settembre – “Dopo quindici mesi di lontananza dai rally speravo in qualcosa di più. Ma comunque è stato bello tornare ad assaporare l’emozione delle prove speciali”. Assente dal mondo dei rally storici dal Memorial Conrero dal maggio 2017 Flavio Aivano si è presentato al via del rinato rally Carmagnola Storico di sabato 1 settembre con grandi speranze di ben figurare, affiancato per la prima volta dall’altro astigiano Mauro Carlevero con la sua Opel Kadett GT/E rifatta a nuovo in una scintillante colorazione nero oro che ricordava le Lotus di Colin Chapman.
“Tornare in gara dopo un’assenza così lunga è fantastico. Il rinato Carmagnola è bellissimo, inoltre eravamo ben otto equipaggi in Classe e quindi sarebbe stata battaglia dal primo all’ultimo metro” commenta il pilota di San Martino Alfieri, che non vedeva l’ora di attaccare le otto prove speciali della gara.
Purtroppo, però, i problemi tecnici si sono presentati sin dal primo metro, con la temperatura dell’acqua della Kadett alle stelle fatto che non ha permesso ai portacolori del Team Bassano di spingere al massimo, risultando comunque terzi di classe nella prima prova di Ceresole, dovendo alzare decisamente il piede in quella successiva, quando il problema si è aggravato. Nonostante l’intervento dell’assistenza la soluzione non veniva trovata e anche nelle due prove successive con l’acqua alle stelle Aivano e Carlevero non potevano spingere al massimo, dovendosi accontentare di essere classificati appena fuori al podio di Classe 2000 del Gruppo 2 di Terzo Raggruppamento. A tutto ciò si è aggiunto il fatto che anche il motorino di avviamento ha cessato di funzionare costringendo i due astigiani a ripartire a spinta ogni volta che spegnevano il motore.
Nella seconda parte della gara i concorrenti si sono spostati sulle altre due classiche speciali di Montà e Poirino ed ancora una volta l’equipaggio astigiano ha stretto i denti cercando di difendere la posizione, ma i problemi di temperatura impedivano al motore di salire oltre i 4000 giri consigliando Flavio Aivano e Mauro Carlevero a fermarsi dopo sei delle otto prove della gara, mentre occupavano la quindicesima posizione assoluta, quinta di classe.
“È già stato bello rientrare nel giro delle prove speciali e sentire l’adrenalina scorrere” afferma il pilota di San Martino Alfieri. “Peccato non aver potuto lottare alla pari con gli altri concorrenti della nostra classe. Sarebbe stato interessantissimo vedere dove ci saremmo collocati a fine gara senza problemi. Ma ora siamo tornati e siamo pronti per il prossimo appuntamento”.
Immagine: ActionRace
FONTE: UFFICIO STAMPA COPPA DEL CHIANTI – Trenta giorni alla 39^ edizione della Coppa del Chianti Classico e appuntamento per il 30 settembre p.v. sulla SR 222 Chiantigiana dal Molino di Quercegrossa a Castellina in Chianti. Un percorso di gara di 8,000 km. che si snoda nello splendido scenario delle colline senesi del Chianti tra le vigne e gli olivi che hanno reso famoso questo paesaggio in tutto il mondo. Quindi una unione tra un percorso tra i più impegnativi e selettivi del calendario delle gare in salita per auto storiche e un affascinate scenario che hanno permesso negli anni un crescendo di interesse e di partecipazione che ha portato la gara ad essere il più importante evento per la velocità in salita per auto storiche in Europa e la confermata validità per il FIA Historic Hill Climb Championship, per il FIA HHC Nations Cup, per i Campionati Italiani del settore e per lo Challenge Salita Piloti Autostoriche fanno di questa cronoscalata un appuntamento da non mancare per i piloti che verso la fine di una intensa stagione agonistica cercano di coronare nella gara in Terra di Siena la vittoria nella Classe, nel Raggruppamento, nel Campionato o comunque di salire sul gradino più alto del podio per iscrivere il proprio nome tra i vincitori nella Coppa del Chianti Classico. Per la parte tecnica prosegue la preparazione della competizione e logistica e percorso saranno al meglio per garantire funzionalità e sicurezza nella competizione. Un percorso di 8 chilometri immutato nella sua conformazione e con piccoli ma importanti interventi tesi sempre ad un miglioramento della sicurezza di gara. Alcuni cambiamenti regolamentari permettono da qualche anno la partecipazione di un numero limitato di vetture moderne che porteranno la loro freschezza e novità permettendo di vedere impegnate nella Coppa del Chianti Classico vetture che renderanno la gara sempre più interessante e competitiva. Un programma che al Venerdì 28 settembre prevede le verifiche sportive e tecniche con inizio alle ore 14,30 sino alle 19, per proseguire Sabato 29 settembre dalle 8,00 alle 9,30. Le verifiche sia sportive che tecniche si svolgeranno nei piazzali e nei locali dell’ex Molino Niccolai a Castellina in Chianti. Le Prove ufficiali vedranno lo svolgimento di due manches e la prima avrà inizio alle ore 12,00 di Sabato 29 settembre con la classica partenza dal Molino di Quercegrossa e la Gara di Domenica 30 settembre con inizio alle ore 10,00 sarà l’evento dominante dei tre giorni della manifestazione. Un percorso di 8 chilometri immutato nella sua conformazione e con piccoli ma importanti interventi tesi sempre ad un miglioramento della sicurezza di gara. Organizzare una manifestazione risulta sempre più impegnativo per qualsiasi disciplina sportiva e nello specifico dello sport dell’auto le ispezioni e i controlli previsti portano a pensare alla gara per un anno intero per giungere ai tre giorni della cronoscalata con un susseguirsi di impegno di mezzi e uomini che fanno della fase finale della preparazione un countdown laborioso ma pieno di voglia di fare il meglio per giungere al successo della manifestazione.
Ogni informazione su www.coppachianticlassico.com
FONTE: UFFICIO STAMPA RALLY DEGLI ABETI, ALESSANDRO BUGELLI – San Marcello Pistoiese (Pistoia), 02 settembre 2018 – Tra le vetture storiche del VI Rally Abeti Storico, valido per il TRZ – Trofeo Rally di 3^ Zona il successo è andato, anche in questo caso nel finale di gara, a Nardi-Payta, con un’efficace A112 Abarth, primi nel terzo raggruppamento. Sino alla penultima prova speciale la testa della corsa era stata in mano del ferrarese Alessandro Ancona, già vincitore del Rally Abeti nel 1991. Al via con una Opel Kadett GSi ed affiancato dal pisano Salvucci, si è dovuto fermare per noie elettriche. La seconda posizione finale è andata a Matteucci-Frosini, con un’interessante Citroen Visa 1000 Pistes, autori di una gara in grande progressione, he li ha portati anche a vincere l’ultima “chrono” per poi aggiudicarsi anche il quarto raggruppamento.
Terzi sotto la bandiera a scacchi i veloci e spettacolari fiorentini Fognani-Sammicheli, anche loro su una A112 Abarth. Tra gli spunti d’interesse della gara c’era anche la presenza di un altro vincitore di anni fa, quella di Giordano Braccini, al via con una Peugeot 205 GTi, la stessa che lo portò al successo nell’edizione del 1988, finito in quinta posizione. Ritirati sia l’aretino Bertelli (Opel Ascona 400), che aveva vinto la “superprova” di Gavinana (PS1), che il pistoiese Cecchini (Porsche 911).
www.abetiracing.it
Ufficio stampa
MGTCOMUNICAZIONE
ALESSANDRO BUGELLI
FONTE: UFFICIO STAMPA SCUDERIA PALLADIO HISTORIC, ANDREA ZANOVELLO – Dopo quasi 50 giorni di viaggio, la Fiat Uno del team Genghis One, sostenuto dalla Scuderia Palladio Historic, ha raggiunto il traguardo nella Siberia dopo aver attraversato 19 nazioni e percorso quasi 18.000 chilometri
Vicenza, 2 settembre 2018 – Dopo quarantanove giorni di viaggio e 17.815 chilometri percorsi, la Fiat Uno del Genghis One Team ha raggiunto il traguardo di Ulan Ude nella regione della Siberia in Russia, concludendo così l’avventura del Mongol Rally. Il team composto da Diego Montagna, Mattia Diquigiovanni e Bruno Scortegagna è riuscito nell’impresa di portare a termine la massacrante maratona non competitiva che vedeva al via oltre quattrocento equipaggi, partiti anch’essi da Praga il 16 luglio scorso.
Un’avventura indescrivibile che ha visto i tre ragazzi vicentini e la piccola Fiat Uno attraversare ben diciannove nazioni in sette settimane, durante le quali si sono persi i conteggi delle ore trascorse alla guida e quelle di attesa alle varie frontiere. Tanti sono stati i problemi, soprattutto di natura meccanica, ma tutti sempre risolti: quando si rompeva qualcosa, la si sostituiva o riparava anche con interventi al limite dell’incredibile, come quello che ha richiesto dapprima il trasporto della vettura per 650 chilometri sul cassone di un camion, e poi la sostituzione del differenziale con quello di una Panda rimasta in territorio mongolo e recuperata da un’officina “specializzata” in assistenza ai partecipanti al Mongol Rally.
” Abbiamo guidato su strade asfaltate, deserti, buche enormi come crateri, steppe desolate, altipiani oltre i 4000 metri sul livello del mare – racconta uno dei componenti del Genghis One – Abbiamo visto popoli e culture, cambiare man mano che ci spostavamo ad Est ed abbiamo toccato con mano l’ospitalità e la bontà delle persone che incontravamo: quelle persone che ci hanno sempre voluto far credere cattive. Oggi abbiamo raggiunto un’unica grande consapevolezza: il mondo é più piccolo di quello che sembra. Oggi noi festeggiamo!”
Grazie anche all’aiuto dei numerosi sostenitori tra i quali il Gruppo Scuderia Palladio che riunisce le due scuderie vicentine “moderna” e “storica”, è stato raggiunto anche l’obiettivo principale della partecipazione al Mongol Rally, ovvero il sostegno ad un progetto umanitario; prima della partenza, il Genghis One aveva scelto quello promosso dall’ antropologo italiano David Bellatalla che opera da parecchi anni nella capitale Ulan Bator, e grazie al contributo versato dal team è stato possibile acquistare una Ger, la tenda tradizionale della popolazione nomade della Mongolia che servirà ad ospitare le ragazze madri senza casa e senza assistenza medica, fornendo loro sostegno e comfort.
Ufficio Stampa Scuderia Palladio Historic
Andrea Zanovello – www.azetamedia.com





































































