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Zivian, bicchiere mezzo pieno, tutto amaro

FONTE: UFFICIO STAMPA ANDREA ZIVIAN, GIAMPAOLO CORRADINI Una rottura del semiasse porta a 2 minuti e 10 secondi di penalizzazione. Il campione finisce “secondo” a 1 minuto e 30 di distacco dal rivale Wagner
“Il secondo posto è il primo dei perdenti. Ma contro la sfortuna non c’è niente da fare. Ho preso 2 minuti e 10 secondi di penalizzazione, sono arrivato secondo a 1 minuto e 30 di distacco. Senza rotture avrei vinto con 40 secondi di vantaggio, ma è inutile recriminare”.
È un Andrea Zivian consapevole della sua forza quello che esce dalla prova in un Ungheria, ma anche conscio di non aver colto una grande occasione per mettere una serissima ipoteca sul bis del titolo europeo del FIA European Historic Rally.
Dopo le prime due vittorie nelle prime due prove, Zivian ha dovuto fare i conti con il ritiro in Svizzera quindici giorni fa ed un secondo posto di categoria, quarto assoluto, nella prova in Ungheria, da sempre terreno di caccia preferito dal campione in carica.
“Siamo partiti subito molto forte – racconta il campione europeo in carica Andrea Zivian – ma nella prima prova abbiamo rotto il supporto motore. Per sostituirlo abbiamo perso parecchio tempo, uscendo con due minuti di ritardo. Il regolamento prevede 10 secondi di penalizzazione per ogni minuto di ritardo, per cui siamo partiti alla seconda prova già penalizzati di 20 secondi”.
Tutto è andato comunque alla grande con uno Zivian ispirato e in controllo, fino alla quarta prova, quando all’Audi quattro del campione si è rotto il semiasse. Niente di particolarmente grave, non fosse che la sfortuna ha voluto che la rottura avvenisse all’interno del cambio. Il team di Zivian ha quindi dovuto togliere il cambio, montare il semiasse nuovo, e rimontare il cambio. Il tempo concesso era di 45 minuti. Ma la riparazione ha sforato di 11 minuti, aggiungendo 110 secondi di penalità al campione che è rientrato in gara cercando la rimonta impossibile.
“Di norma quando ti trovi in queste situazioni – commenta Zivian – cerchi di contenere il distacco. Noi siamo andati full gas perché la prova di Ungheria è fatta apposta per noi e perché quando gareggiamo, gareggiamo per vincere. Abbiamo mangiato secondi su secondi a chi ci precedeva, soprattutto Wagner, il nostro rivale per il titolo di categoria, ma siamo arrivati alla fine indietro di un minuto e trenta. Il che significa che, senza penalità, avremmo vinto con quaranta secondi di vantaggio. Nulla è perduto ed i segnali sono tutti positivi. Speriamo di avere pagato tutti i nostri debiti con la sfortuna”.

Prossimo appuntamento in Austria, con il Rallye Weiz, il 14 luglio.

azetamedia

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