FONTE: UFFICIO STAMPA AC VERONA, MATTEO BELLAMOLI – DAL 22 AL 24 MARZO, LA CAPRINO-SPIAZZI TORNA AD ESSERE UNA CRONOSCALATA DI VELOCITÀ L’evento sarà valido come Cronoscalata Storica nazionale non titolata e si accompagnerà alla oramai consolidata Rievocazione Storica non competitiva.
Un grande ritorno con le vetture storiche ancora una volta protagoniste.
Caprino Veronese, 11.12.2018 – Gli appassionati veronesi e non solo si preparino ad un weekend indimenticabile, dove la passione per i motori sarà nuovamente protagonista sulle rampe della celeberrima Caprino-Spiazzi.
Da venerdì 22 a domenica 24 marzo, l’evento che ha segnato una pagina di storia del motorsport made in Verona tornerà ad essere una cronoscalata di velocità, seppur riservata alle vetture storice. La Cronoscalata Storica Caprino-Spiazzi si combinerà con l’oramai apprezzata Rievocazione Storica, giunta alla quarta edizione.
«È una grande emozione tornare a Caprino per un evento di velocità» ha commentato il Presidente dell’Automobile Club Verona Adriano Baso. «Ho partecipato a tante edizioni e l’affetto che il pubblico veronese, e non solo, tributa a questo evento continua ad essere presente, non si affievolisce con il tempo, anzi, si tramanda di generazione in generazione tanto da acquisire un qualcosa di leggendario. Da parte di tutto l’Automobile Club Verona un grazie a chi ha reso possibile questo ritorno, siamo già al lavoro senza sosta per permettere un evento di successo».
Due quindi gli eventi del weekend. Da una parte la Cronoscalata Storica Caprino-Spiazzi di velocità aperta, secondo le normative ACI Sport in corso di validità, alle vetture da corsa indicate nel Regolamento di Settore. Un numero massimo di 50 vetture moderne al seguito delle storiche sarà ammesso nella competizione di velocità. Infine, la Rievocazione Storica Caprino-Spiazzi non competitiva a cui potranno partecipare tutte le vetture, di ogni tipologia e modello, costruite fino al 1992.
La logistica, ancora in fase di definizione, dovrebbe prevedere verifiche al venerdì, prove al sabato e manche di gara alla domenica. La Rievocazione Storica dovrebbe svolgersi invece solo alla domenica con verifiche al mattino e doppia salita al pomeriggio.
«L’amministrazione comunale di Caprino Veronese in primis, con il Sindaco Paola Arduini» ha aggiunto il Direttore dell’Automobile Club Verona Riccardo Cuomo, «ha voluto fortemente che la Rievocazione Storica Caprino-Spiazzi continuasse a disputarsi e da parte nostra c’è stato quest’anno uno sforzo importante per tornare alla gara vera» ha aggiunto il Direttore dell’AC Riccardo Cuomo. «Credo che questa novità importante sia un tributo anche per tutti i caprinesi e per il pubblico che ogni anno non manca sul percorso per gustarsi lo spettacolo. Ci vediamo il 23 e 24 marzo».
Velocità e regolarità – Comunicati & Notizie
FONTE: UFFICIO STAMPA SCUDERIA PALLADIO HISTORIC, ANDREA ZANOVELLO – Dopo quasi 50 giorni di viaggio, la Fiat Uno del team Genghis One, sostenuto dalla Scuderia Palladio Historic, ha raggiunto il traguardo nella Siberia dopo aver attraversato 19 nazioni e percorso quasi 18.000 chilometri
Vicenza, 2 settembre 2018 – Dopo quarantanove giorni di viaggio e 17.815 chilometri percorsi, la Fiat Uno del Genghis One Team ha raggiunto il traguardo di Ulan Ude nella regione della Siberia in Russia, concludendo così l’avventura del Mongol Rally. Il team composto da Diego Montagna, Mattia Diquigiovanni e Bruno Scortegagna è riuscito nell’impresa di portare a termine la massacrante maratona non competitiva che vedeva al via oltre quattrocento equipaggi, partiti anch’essi da Praga il 16 luglio scorso.
Un’avventura indescrivibile che ha visto i tre ragazzi vicentini e la piccola Fiat Uno attraversare ben diciannove nazioni in sette settimane, durante le quali si sono persi i conteggi delle ore trascorse alla guida e quelle di attesa alle varie frontiere. Tanti sono stati i problemi, soprattutto di natura meccanica, ma tutti sempre risolti: quando si rompeva qualcosa, la si sostituiva o riparava anche con interventi al limite dell’incredibile, come quello che ha richiesto dapprima il trasporto della vettura per 650 chilometri sul cassone di un camion, e poi la sostituzione del differenziale con quello di una Panda rimasta in territorio mongolo e recuperata da un’officina “specializzata” in assistenza ai partecipanti al Mongol Rally.
” Abbiamo guidato su strade asfaltate, deserti, buche enormi come crateri, steppe desolate, altipiani oltre i 4000 metri sul livello del mare – racconta uno dei componenti del Genghis One – Abbiamo visto popoli e culture, cambiare man mano che ci spostavamo ad Est ed abbiamo toccato con mano l’ospitalità e la bontà delle persone che incontravamo: quelle persone che ci hanno sempre voluto far credere cattive. Oggi abbiamo raggiunto un’unica grande consapevolezza: il mondo é più piccolo di quello che sembra. Oggi noi festeggiamo!”
Grazie anche all’aiuto dei numerosi sostenitori tra i quali il Gruppo Scuderia Palladio che riunisce le due scuderie vicentine “moderna” e “storica”, è stato raggiunto anche l’obiettivo principale della partecipazione al Mongol Rally, ovvero il sostegno ad un progetto umanitario; prima della partenza, il Genghis One aveva scelto quello promosso dall’ antropologo italiano David Bellatalla che opera da parecchi anni nella capitale Ulan Bator, e grazie al contributo versato dal team è stato possibile acquistare una Ger, la tenda tradizionale della popolazione nomade della Mongolia che servirà ad ospitare le ragazze madri senza casa e senza assistenza medica, fornendo loro sostegno e comfort.
Ufficio Stampa Scuderia Palladio Historic
Andrea Zanovello – www.azetamedia.com
FONTE: UFFICIO STAMPA SCUDERIA PALLADIO HISTORIC, ANDREA ZANOVELLO – Fervono i preparativi per la partecipazione alla famosa manifestazione di tre ragazzi vicentini che porteranno “il gatto col casco” sulle fiancate della Fiat Uno con la quale affronteranno l’impresa lunga 15.000 chilometri. Si partirà lunedì 16 luglio da Praga in Repubblica Ceca
Vicenza, 15 maggio 2018 – E’ decisamente originale la nuova e singolare avventura che vedrà nei prossimi mesi protagonista la Scuderia Palladio Historic nel sostenere, a livello promozionale e mediatico, un equipaggio che si sta preparando ad affrontare il famoso Mongol Rally.
Anche se il nome della maratona richiama i lunghi rally-raid del passato, si tratta di un evento che non ha alcun nesso con le competizioni, vista la totale assenza di cronometri e controlli orari. Un’avventura alla quale si può partecipare solo con vetture datate, di cilindrata ridotta e senza l’ausilio di navigatore GPS o strumenti similari, ma soprattutto con un fine benefico: gli equipaggi ammessi, infatti, dovranno sostenere un progetto umanitario scelto autonomamente o indicato dall’organizzatore. Questo è quanto ha spinto quattro giovani vicentini che a bordo di una Fiat Uno 1000 del 1990, il 16 luglio prossimo partiranno da Praga per cercare di raggiungere il traguardo fissato ad Ulan-Ude in Siberia (Russia), dopo aver attraversato una quindicina di nazioni europee ed asiatiche tra le quali la Mongolia, appunto,che sarà l’ultima da attraversare prima dell’agognato traguardo. Sono circa quattrocento gli equipaggi coi quali il Genghis One Team si dovrà confrontare: Genghis dal nome del grande condottiero del passato, One ispirato dalla piccola utilitaria Fiat.
Il progetto da sostenere è stato scelto direttamente dal team che appoggerà “Una Ger per tutti” di David Bellatalla, un antropologo italiano che opera da parecchi anni, a Ulan Bator (Mongolia) con un progetto della Croce Rossa Internazionale a sostegno di ragazze madri con bambini portatori di handicap. La Ger, è la tenda tradizionale della popolazione nomade della Mongolia e si prevede di fornirle per l’alloggio delle ragazze madri senza casa e senza assistenza medica in modo da garantire sostegno e sicurezza dando loro anche opportunità di trovare una modesta occupazione in città e poter divenire autosufficienti per garantire cibo, abiti e legna per il riscaldamento alle proprie famiglie.
“Durante la spedizione – racconta Diego Montagna, uno dei componenti del Genghis One assieme a Mattia Diquigiovanni e Bruno Scortegagna – saremo seguiti costantemente via gps e si potrà vedere l’avanzamento del percorso attraverso i nostri canali sui social e proporremo un resoconto giornaliero del viaggio. Il percorso è un po’ quello fatto dal primo Overland negli anni 90. Noi, in quanto veneti, ricalcheremo idealmente la Via della Seta percorsa da Marco Polo. Siamo ancora alla ricerca di sponsor per ridurre le costosissime spese della corsa che oltre alla messa in efficienza del mezzo, comprendono anche quelle burocratiche e per il rimpatrio dello stesso. Siamo iscritti alla Scuderia Palladio Historic e siamo felici di poterne portare i loghi sulla vettura e abbiamo il sostegno a livello d’immagine, da parte di Grafiche Seriemme e Milkzoo Power Drink,che ci sta aiutando anche con la parte di raccolta fondi. Abbiamo inoltre il patrocinio dell’Automobile Club Vicenza. E’ già da tempo attiva la nostra campagna di crowdfunding a sostegno di questo progetto e se ne possono leggere i dettagli al seguente link: www.eppela.com/genghisone”
In attesa della comunicazione della data della presentazione ufficiale del progetto presso la sede della Scuderia Palladio Historic, sono state organizzate delle serate informali presso alcuni locali del vicentino. La prossima sarà a Cornedo Vicentino presso la Birreria Cerbeer: l’appuntamento è per il tardo pomeriggio di sabato 19 maggio.
Ufficio Stampa Scuderia Palladio Historic
Andrea Zanovello – www.azetamedia.com
REPORTAGE A CURA DI FABRIZIO ROSSETTI – Dopo quasi 25 anni si è ricomposta la coppia Rossetti Fabrizio- Milan Luigi.
I due, dopo esser stati compagni di banco alle scuole superiori, all’inizio della loro carriera agonistica avevano condiviso l’abitacolo della mitica Opel Manta Gr. A nei primi anni 90!
Da qualche anno, con la scusa di passare del tempo assieme, si sono dedicati quasi per gioco alla preparazione di una Fiat 124 Special T, grazie anche alla pazienza del Cugino- Preparatore Cavallin Claudio che li ha “supportati” ed allo stesso tempo “sopportati” in questa avventura.
Pur se realizzata con la massima cura in allestimento Rally, i due effettivamente non sapevano se ed in che occasione avrebbero mai usato tale mezzo….
Circa un mese fa si presenta una possibilità da non farsi scappare:
In Croazia, Rally 2 Castelli, Limski Kanal, vicino a Rovigno….
Manifestazione – Test dove anche la conformazione della 124 era ammessa. “Gigi, che dici, ci proviamo?”
La vettura era improntata, ma occorreva tanta passione e buona volontà per riuscire a terminarla per l’evento.
Ai tre, Rossetti, Milan e Cavallin, la tenacia non manca e dopo aver superato mille peripezie per ultimare la macchina in tempo, sono riusciti a partire e ad arrivare alla fine andando anche a podio con un meritato secondo di classe 7 posteriore!
Oltre al Preparatore Claudio Cavallin, il plauso va anche ai fedeli uomini dell’assistenza, Franco Tognon e Roberto Berton che si sono prodigati al massimo!
La gara è stata per così dire “vecchio stampo”, su terra velocemente tecnica con pioggia battente e nevischio per tutta la giornata.
Bravi gli organizzatori che semplicemente, con la massima disponibilità ed una grande passione hanno dato vita a questa indimenticabile e fantastica giornata con partenza ed arrivo dal Limski Kanal con premiazioni finali degne di un Mondiale!
Un grande ringraziamento va inoltre a tutti quelli che hanno creduto in questa “missione” ed hanno aiutato i due a poter essere della partita, nonché al numero di gara 17, usualmente mai assegnato in ambito automobilistico, che li ha accompagnati fino al traguardo…..
Alla prossima, magari ancora in terra Istriana!
Fabrizio e Luigi
Il 1° RALLY 2 CASTELLI si è corso il 17 e 18 FEBBRAIO 2018 a LIMSKI KANAL – CROAZIA
Fondo: Terra 55km. P.s.
Equipaggio : ROSSETTI FABRIZIO – MILAN LUIGI
Vettura : FIAT 124 SPECIAL T
Preparazione : AE Racing di CAVALLIN CLAUDIO
Risultato : 2 posto classe 7 Trazione Posteriore
La festa della Monselice Corse
FONTE: RALLYSTORICI.IT, ANDREA ZANOVELLO – Grande festa sabato scorso, 27 gennaio, per la cena sociale della scuderia Monselice Corse, che si è svolta presso il Ristorante La Costa ad Arquà Petrarca (PD) e alla quale hanno partecipato oltre 150 persone. Tema principale della serata, è stato il 40° anniversario dalla fondazione della gloriosa “Scuderia Città di Monselice” sulle ceneri della quale è sorto l’attuale sodalizio padovano che, anche nel 2017, si è messo in luce nel mondo dell’automobilismo.
Tra i tanti ospiti della serata, tra i quali l’Assessore allo sport, Giorgia Bedin e quello al turismo Gianni Mamprin, tanti piloti che hanno corso dagli anni ’70 in poi per la Città di Monselice, organizzatori di manifestazioni e appassionati che hanno calorosamente applaudito i quattro fondatori del 1978: Gianni Albertin, Antonio Manfrinato, Fabio Mardegan e Roberto Rado; e altrettanti applausi sono stati tributati a coloro i quali, assieme a Roberto Rado tutt’ora al comando, conducono la scuderia padovana con crescente successo sui campi di gara.
Immagine: Andrea Zanovello
L’attesa per il primo rally della stagione è ancora lunga e quindi ritorniamo indietro di qualche anno per ritrovare il racconto di un rally storico “opera unica” svoltosi nel 2007. Si tratta del 1° Abu Dhabi Classic ed ho rispolverato il resoconto che Sonia Borghese inviò al ritorno da quell’avventura.
Per le feste di Natale, i nostri amici Alberto ed Elisa Barbieri ci hanno mandato il seguente messaggio: “Abu Dhabi, emiro, favola, 1000 e una notte, tenda, beduino, danza del ventre, arabo, dune, oasi. In attesa di un racconto che contenga queste parole, auguriamo buon anno”
Eccoli accontentati.
L’allegra combriccola di italiani e sammarinesi è partita alla volta di Abu Dhabi ammaliata dal sontuoso programma del 1° classic rally valido per il Campionato FIA che prevedeva fin dalla prima serata l’accoglienza dell’emiro presso l’Emirates Palace Hotel (unico hotel al mondo classificato 7 stelle, al quale noi aggiungiamo anche una cometa dopo averlo visto, anche solo da curiosi), party in piscina, notti sotto la tenda nel deserto con spettacoli di danza del ventre, sontuose cerimonie di partenza ed arrivo nonché gala dinner sempre all’Emirates palace hotel.
La favola ha cominciato subito ad incrinarsi all’arrivo a Dubai alla vista dei tre pulmini da terzo mondo da 25 posti ciascuno in cui hanno dovuto stiparsi almeno 70 persone con tutti i rispettivi bagagli, valigioni e borsoni, per percorrere il tragitto di due ore fino agli alberghi.
Ma lo spettacolo di grattacieli ultramoderni, paradiso degli architetti, di grossi macchinoni e fuoristrada bianchi che il più piccolo aveva 5000 di cilindrata, del lusso che traspariva dalla cura dei giardini, dei sottopassaggi rifiniti a mosaico, dall’arredo urbano, faceva comunque pensare a racconti da 1000 e una notte in cui moderni sceicchi arabi non sanno proprio più come spendere le proprie fortune derivanti dall’oro nero, creando nel nulla oasi di tecnologie avanzatissime.
La serata di benvenuto all’Emirates Palace si è trasformata in una festa all’aperto in piscina con temperature intorno ai dieci gradi fortunatamente allietata dai biscotti arrivati dall’Italia tramite l’ing. Cifaldi per l’occasione convertito in addetto alle relazioni con i concorrenti.
L’impatto con le dune del deserto è avvenuto la seconda sera quando siamo stati ospitati nelle tende dei beduini trasportati su potenti jeep da autisti locali che hanno fatto passare dei brividi anche a provetti piloti di rally non abituati a stare a guardare inermi cosa combina chi guida.
I brividi sono continuati quando giovedì si sono presentati i “trucks” che avrebbero dovuto trasportare tutto il materiale dell’assistenza al parco previsto nei pressi del villaggio di Sweihan, di cui uno probabilmente utilizzato in epoche antiche per trasportare manovalanza a costo zero e dalle sponde saldate che non consentivano nemmeno il carico delle casse. Momenti di panico da parte dei meccanici che hanno rifiutato il trasporto in quelle condizioni e grave imbarazzo da parte dell’organizzazione che ha risolto come poteva l’intoppo facendo recapitare in qualche modo il materiale a destinazione.
L’avventura delle prove speciali nel deserto ha messo a dura prova equipaggi e vetture sin dai primi chilometri sulla sabbia che ha ben presto invaso motori ed abitacoli ed ha intrappolato diverse macchine che venivano soccorse e liberate dai mezzi dell’organizzazione presenti sul percorso.
Le difficoltà erano poi moltiplicate dall’accecante luce che confondeva le linee del paesaggio e costringeva i piloti ad una continua tensione nella ricerca del percorso davanti al proprio naso aiutati come potevano dai navigatori che cercavano di orientarsi anticipando mentalmente la lettura delle note allo scopo di individuare per tempo la giusta direzione, con velocità che superavano la media dei cento chilometri all’ora in tutte le prove speciali, con punte anche di quasi duecento, per le macchine più potenti.
Senza contare le tremende sollecitazioni che hanno dovuto subire i mezzi e che hanno costretto preparatori e meccanici ad interventi miracolosi. Si è però creato un grande spirito di squadra che ha coinvolto tutti gli equipaggi del gruppo, tanto che è stata anche decretata la nascita della prima Nazionale Italiana Assistenze.
Nonostante gli sforzi profusi, molte sono state le vittime anche illustri del deserto, ma alla fine i sopravvissuti hanno sicuramente provato una gioia indescrivibile a portare a termine l’impresa anche se hanno dovuto aspettare quasi due ore il montaggio del palco d’arrivo in un parcheggio dell’Ikea (!!!) prima di concludere le loro fatiche.
Comunque, a parte tutti gli inconvenienti ed il mancato rispetto, in peggio, del programma stabilito dall’organizzazione, è stata sicuramente un’esperienza unica, affascinante, appagante, per cui si può dire con orgoglio: io c’ero.
L’immagine era stata inviata dalla Rododendri Historic Rally
In attesa che riparta la stagione, rallystorici.it ripropone il resoconto di una gara del passato documentata a suo tempo nel sito; stavolta tocca al Lahti Rally del 2007, raccontato da Fabio Xamin che vi partecipò con la Renault 5 Alpine della foto. Buona lettura.
Il nostro “Presidente-neopapà-pilota-meccanico-tuttofare” Mauro Valerio ha organizzato tutto alla perfezione, dall’inizio alla fine: si parte dall’Italia l’8 agosto, le auto ci precedono partendo il 4, il 9 ricognizioni, il 10 arrivo vetture e verifiche, sabato e domenica si corre, lunedì si torna a casa!E così siamo partiti, ognuno con le proprie speranze, ambizioni ed emozioni. È stato fantastico andare a correre lì dove il rally è come il calcio in Italia, lì dove è normale avere la terra sotto le ruote, lì dove gli uomini sono “volanti” e i piedi sono pesanti… veramente pesanti!Il viaggio è stato condito dalla solita “cagnara” che accompagna il Team Bassano in ogni trasferta, battute e risate per tutti: poliziotti ai metal detector e hostess comprese!!!Il giorno successivo al nostro arrivo si comincia ad entrare in clima rally. Già dalle ricognizioni ci accorgiamo che le medie saranno alquanto sostenute. Basti sapere (ma non ditelo ai commissari!) che col “gippone” che mi hanno affibbiato all’autonoleggio, raggiungo agevolmente i limiti che vigono sulle nostre autostrade, peccato che qui ci sia la terra… e fossi ed alberi ad attenderti! C’è anche chi è stato “beccato” dai commissari a non rispettare i limiti di velocità durante le ricognizioni. Tirata d’orecchi e segnalazione in direzione gara. Su questo punto avremmo qualcosa da imparare!In un giorno si riesce a provare tutta la gara facendo le note e correggendole. Con il mio navigatore ci accorgeremo solo col casco in testa, che le note prese non sono poi così precise.Nonostante qualche imprevisto, le nostre “vecchiette” ci raggiungono la mattina delle verifiche e subito si entra in clima attaccando numeri, lucidando le carrozzerie e c’è anche chi trova il tempo di ultimare la propria vettura che aveva lasciato l’Italia non proprio a punto! C’è chi cambia guarnizioni delle punterie, chi aggiunge qualche vite al roll bar e qualche pezzo al proprio “dodici” e chi è costretto a cercare di recuperare i caschi che sono andati rubati durante il viaggio.Per fortuna giunge l’aiuto degli equipaggi ospiti del Team Bassano che avevano portato del materiale tecnico in più!Le verifiche provocano qualche malumore; gli zelanti marshall, infatti, hanno visto qualche striscio di troppo sui caschi dei Pozzobon e minacciano di non farli partire; l’Avvocato è così costretto a un imprevisto shopping: caschi nuovi e disco verde da parte dei commissari!Altro imprevisto capita a Remo Castellan e Walter Bordin che mentre ci seguono per tornare verso la direzione gara, dopo le verifiche tecniche, per incolonnarsi verso la partenza vedono “dechappare” una gomma. In breve sostituiamo il pneumatico, per fortuna lo start è solo simbolico e porta al parco chiuso, così i due avranno modo di sostituire il treno completo… “in fin dei conti avevano solo una trentina d’anni” si lamenta Remo!La cerimonia di partenza, il venerdì sera, è qualcosa di magnifico! Splendida la cornice del lungo lago di Lahti che regala foto e tramonti impareggiabili, inoltre è notevole la quantità di gente che si aggira curiosa fra le auto per immortalare quelle più inconsuete… e per i finnici le nostre auto sono quanto di più originale abbiano mai visto!!!Il sabato si parte di buonora, il numero 1 timbra alle 7:30 ed è per noi un piacere attendere il nostro turno guardando sfilare gli altri concorrenti a bordo dei mezzi più svariati. C’è veramente di tutto: grosse Volvo e piccole Mini, mitiche Skoda e pepatissime Hillman, si sentono ronzare i due tempi di Saab e Wartburg, ci sono anche le tedesche Mercedes, BMW, qualche Porsche e poi tante Escort, belle quanto spettacolari!La prima prova… Che emozione per me, alla seconda esperienza agonistica, essere al via di una speciale del Campionato Europeo… In Finlandia… Wow! Stesse emozioni anche per il mio navigatore, anche lui alle prime esperienze, e per la mia piccola vetturetta…Beh, sarà stata l’ansia o l’emozione, ma dopo qualche chilometro eravamo già dentro a un fosso! Facciamo qualche centinaio di metri dentro ma fortunatamente riusciamo a riguadagnare la strada. Purtroppo i leveraggi delle marce hanno subito qualche colpo e avremo problemi con la terza per tutta la gara.C’è a chi è andata peggio: lungo la prova superiamo la Fiat 128 dei fratelli Bardini che è ferma con cofano fumante! Gara finita anche per Pozzobon-Andriollo che poche centinaiadi metri dopo i Bardini rompono la frizione e sono costretti a ritirarsi. Curioso episodio è capitato al duo del Mini subito dopo l’inconveniente: un commissario spostando l’auto non si è accorto che la strada era in discesa e la povera piccola Innocenti è finita nel bosco!Parte in quarta, invece, la gara di Vittorio Marzegan che fa segnare un buon 43mo assoluto.Un breve trasferimento ci porta alla seconda prova.Seconda prova, secondo fosso!In un destra-sinistra una sbandata di troppo mi fa chiudere la sinistra e finisco con l’anteriore sinistro prima nel piccolo fossetto e poi a picchiare duramente il terreno. Risultato: volante storto, macchina che pende sul lato sinistro e decisa tendenza a puntare verso medesimo lato… poco male, prima tirava a destra!In assistenza controllo i danni, nulla che possa pregiudicare le mie già modeste prestazioni. Un po’ di scotch americano per non perdere altri pezzi e poi via per una altro giro sulle prime 2 prove.Intanto ho avuto modo di condividere la felicità con il resto della ciurma. Sono tutti entusiasti, qualcuno ancora un po’ emozionato, altri rammaricati per il precoce ritiro ma tutti felici di essere lì.Sul secondo giro metto da parte l’ansia e cerco di sciogliermi un po’. Mi diverto ancora di più almeno finché non vedo il Kadett di Marzegan-Pertegato parcheggiato malamente a bordo strada, fortunatamente nel lato opposto vedo l’equipaggio in piedi anche se un po’ scosso, mi fanno l’ok e proseguo.Intanto fanno segnare buoni tempi Christian Cappellari, Enzo Armellini e Alvise Scremin anche se i primi due lamentano qualche problema alle vetture.La seconda assistenza segna la fine del primo quarto di gara. Da un’occhiata distratta alle classifiche noto che Alvise Scremin e Marco Comunello sulla piccola A112 Abarth stanno facendo un “garone”: sono autori di tempi strepitosi soprattutto considerato il mezzo relativamente piccolo e l’aver affrontato qualche piccolo problema meccanico (Alvise riesce a rompere le cose più assurde per la gioia sua e di Mauro Valerio)!Per la seconda metà della giornata ci attendono altre 2 prove da ripetere, entrambe molto spettacolari (però… mi sto chiedendo quali non lo fossero!).Ed è proprio sulla prima prova del pomeriggio che assaggio per la terza volta i fossi finlandesi! Questo giro quasi finiamo “di tetto”! Io scoppio a ridere, il mio navigatore un po’ meno (ha visto il terreno molto da vicino), e come nei video visti e rivisti a casa, in men che non si dica, spuntano fuori una decina di finlandesi che si prodigano per tirarci fuori dal fosso. Dieci, quindici secondi al massimo e siamo in strada! Fantastico! Io sono talmente emozionato e contento che vorrei scendere e ringraziarli uno per uno ma l’applauso della folla mi riporta alla realtà e proseguo!Arriviamo al fine prima tappa. La classifica ha visto salire ancora Scremin-Comunello che occupano ora la 22° posizione assoluta, i due stanno veramente volando sugli sterrati finnici, su una prova staccano addirittura il 15mo tempo assoluto!Si riparte la domenica, scopro di essere tra due Fulvia: davanti l’equipaggio “rosa” Luisa Zumelli e Paola Valmassoi e dietro gli amici e compagni di Team Alessandro Rigoni e Simone Busseni. Sarò in buona compagnia!La seconda tappa è stata ancor più emozionante.Ormai abbiamo preso un po’ di confidenza con il terreno, ci concediamo allo spettacolo senza strafare e tiriamo ad arrivare, che già sarebbe un gran risultato! Purtroppo una prova viene sospesa e saremo costretti a percorrerla in trasferimento. Poco male, così abbiamo il tempo di fare quattro chiacchere con gli altri concorrenti. Sono tutto molto simpatici e disposti a scambiare volentieri due parole, anche se a volte la lingua crea qualche problema!Purtroppo, nel corso della seconda tappa, la “nostra” punta di diamante, Scremin, commette un piccolo errore e finisce per stropicciare il suo “12” nel classico fosso (che per la cronaca ospiterà anche l’Ascona di Cappellari). Stoicamente, armato di cric e 4 ferri riesce a rimettere l’auto nelle condizioni di raggiungere l’assistenza (con l’aiuto dei soliti finlandesi che si trasformano in cric umani mettendo l’auto “di coltello” per agevolare le operazioni di riparazione). Purtroppo ormai la classifica è compromessa ma ciò non toglie alla coppia il sorriso e la possibilità di raggiungere l’arrivo!A tenere alti il tricolore e l’ovale azzurro (simbolo del Team Bassano) è il nostro mitico Presidente che nonostante continui problemi elettrici – c’è chi giura abbia lavorato di più durante la gara che in una settimana di officina – è risultato essere il primo degli equipaggi italiani.Al traguardo anche le altre tre Autobianchi A112 Abarth di Baschirotto-Sandri (nuova coppia) Tecchio-Bon – per la prima volta al via dopo la botta del Palladio – e Castellan-Bordin alias “Dodicionen-Abarthaki”.Rigoni e Busseni, invece sono stati protagonisti di un episodio particolare: hanno terminato la prima tappa con la Fulvia zoppa di un ammortizzatore, nel trasferimento di rientro non c’è stato tempo per riparare il guasto e si sono arrangiati con la proverbiale astuzia italiana.L’ammortizzatore è stato rimosso nel trasferimento di rientro. Durante la sera è stato raddrizzato e saldato alla meglio (non me ne vogliano gli abilissimi maniscalchi del Team!) ed è tornato “magicamente” al suo posto… in parco chiuso! La vicenda è stata occasione di non poche risate!Gara non facile anche per Christian Cappellari che, in coppia col valsuganotto Frainer, ha patito continui problemi all’alimentazione. La sua splendida Ascona – fresca di carrozzeria – ha spesso borbottato a tre cilindri non permettendo all’equipaggio di esprimersi al massimo delle loro possibilità.Roberto Pozzobon in coppia con la figlia Francesca è stato autore di una gara accorta ma ciò non gli evitato di finire in un fosso. Sfortuna ha voluto che i finlandesi a bordo strada non li abbiano tolti dall’impiccio con la velocità mostrata in altre occasioni.Luca Cattilino in coppia col fido Ballini – per l’occasione rinominati Kattinen-Ballinen – sono stati funambolici come al solito, regalando traversi tricolori al pubblico scandinavo.Gara sofferta per Armellini-Brendolise che a bordo della azzurra Fiat 124 Abarth – una delle auto più ammirate – hanno lamentato continui problemi di alimentazione che non permettevano al 4 cilindri di erogare tutta la potenza.Episodi divertenti anche dopo il palco di arrivo: è stato mandato in verifica d’ufficio il “12” del Presidente Valerio, in quanto equipaggio italiano classificato. Arrivata alle verifiche, in compagnia di un Porsche e di un’Ascona 400 (quelle di Jensen e Turkki rispettivamente primo e secondo assoluti) la piccola Abarth non stava nemmeno sul ponte (troppo grande!) e una volta aperto il cofano, una risata dei commissari ha dato l’ok per l’ufficializzazione della classifica!Per finire un grazie a tutto il Team Bassano che ha dimostrato ancora una volta di che pasta è fatto, in gara e fuori, senza dimenticare gli accompagnatori (e le brave mogli accompagnatrici) ma soprattutto l’assistenza! Grazie!
Fabio Xamin
Amarcord: Castrol Rallye 2005
DI ANDREA ZANOVELLO – In attesa di leggere e scrivere di rallystorici del 2018, pubblico un vecchio articolo scritto per la rivista GD Gentleman Driver. Era il 2005 e quell’anno partecipai alla prima edizione della Mitropa Rally Cup per le auto storiche.
Tornano in Austria le autostoriche per il secondo appuntamento della Historic Mitropa Cup e stavolta di scena è il Castrol Rallye. Anche questo evento è organizzato dal club MSC Wolfsberg e riprende a formula del precedente “Pirelli”: oltre 200 km. di speciali miste terra asfalto distribuite su 2 tappe; Da non sottovalutare nessuna prova e soprattutto l’ultima che misura 28 kilometri . Molto difficile e stato per me anche il pre-gara dato che solo il lunedì precedente riesco a trovare un navigatore disponibile e soprattutto con abbigliamento omologato secondo le norme 2000 e dotato di licenza internazionale. Questo inconveniente fa sì che si riesca a partire solo il mercoledì e quindi per provare rimangono solo poche del giovedì. Ce la faremo a fare almeno un paio di giri sugli oltre 80 km da provare? Dobbiamo farcela per forza e si cerca di perdere meno tempo possibile. Le 11 ore di ricognizione volano e sono interrotte solo da una breve sosta per il rituale rinfresco a base di specialità carinziane offerto anche stavolta dagli organizzatori. Verifiche sportive e tecniche effettuate in extremis alle ore 20, chiudono la lunga giornata.
Tra le 15 storiche ad aver verificato sono 9 quelle iscritte alla Mitropa e considerato che i primi 8 prendono punti, le prospettive non sono molto rosee, ma la gara è lunga e le insidie sono molte.
Venerdì mattina ci rechiamo al parco assistenza, troviamo la piazzola con il nostro numero e come richiesto all’organizzatore sono stato piazzato vicino ad un amico preparatore di Padova sul quale potrò contare per un eventuale aiuto al mio fido collaboratore Damiano che mi segue in tutte le assistenze in Italia e all’estero.
Effettuati tutti i controlli e sistemati gli ultimi dettagli ci prepariamo alla partenza e stavolta non dovrò guardare gli specchietti visto che parto per ultimo e quindi sarà lotta dura…con la “scopa”! Scherzi a parte, non vedo vetture con le quali potermi battere ad armi pari; le più vicine sono i due “maggioloni” 1600 gruppo 2, e una Fulvia HF 1600 dell’italiano Fabrizio Pascolini. Oltre a lui sono presenti Edo Muner con la solita Porsche, Muradore su Ford Escort BDA e il “neoiscritto” Massimo Guerra su Porsche 911 ! Dovrò dare il massimo nelle discese, cercare di limitare i danni in salita e acquisire esperienza sui lunghi tratti sterrati e questa tattica mi darà ragione visto che nelle 5 prove del primo giorno riesco a metter dietro 4 volte la Fulvia e concludo la tappa con 22 secondi di vantaggio e il quinto posto nella provvisoria della Mitropa. Determinante è l’apporto dell’ottimo Gabriele Cerdini che mi affianca alle note dandomi la spinta necessaria a tener giù il piede nelle veloci discese austriache, nonostante le limitate ricognizioni. Ovvio che gli imprevisti non sono mancati e stavolta a tentare di rovinar la festa ci si mettono due zelanti “gendarmi” che ben nascosti dietro ad una curva hanno multato per eccesso di velocità praticamente tutti gli equipaggi in trasferimento. Quel che più ha infastidito – e non solo me – è stata la modalità di riscossione del denaro, che ricordava molto l’estorsione piuttosto che il pagamento di una sanzione!
La durezza della gara comincia a mietere le prime vittime e a farne le spese sono la possente Porsche 911 3.2 di Gruber – Hain fermi sulla seconda speciale dopo aver urtato un grosso sasso e si ferma dopo la terza speciale la Mercedes 190 di Weber; riusciranno entrambi a ripartire nella seconda tappa grazie al regolamento che lo permette; in forte ritardo anche un altro pretendente al titolo, l’austriaco Lampelmaier su Ford Escort RS 2000 che poi abbandonerà verso la fine della gara.
Si riparte per la seconda tappa e la mancanza del caffè espresso mi porta letteralmente a dormire nella prima speciale del giorno: sono infatti 40 i secondi che mi rifila la Fulvia. Si tratta tra l’altro della speciale che è stata provata di meno e provvidenziale sarà la sua sospensione del secondo passaggio cosa che ci permetterà una correzione delle note e soprattutto di limitare i danni rispetto alla fulvia alla quale rosicchiamo un secondo nella prova spettacolo di Althofen e che superiamo nella lunga speciale numero 10, quella di 28 kilometri metà terra e metà asfalto:sembrava non finire mai! Usciamo dal penultimo parco assistenza per l’ultimo giro e nella ripetizione della prima prova dò il meglio di me stesso abbassando di 30 secondi (su 15 chilometri) il tempo del primo giro incrementando di un altro secondo il vantaggio. Oramai mancano solo due prove e affrontiamo la “spettacolo” con un passo decisamente notevole, ma l’imprevisto è dietro l’angolo: nell’affrontare una sinistra3 sporchissima, la macchina parte d’improvviso in testacoda terminando la corsa in un profondo fosso. Fortuna vuole che ci sia molto pubblico e la “compagnia della spinta” si materializza in pochi secondi:una quindicina di persone riescono a rimettermi in strada sollevando la macchina di peso! Qualche centinaio di metri per capire se la macchina è tutta intera e poi si continua la prova pensando a chissà quanti danni ci saranno e al poco tempo per sistemarli. Usciti dalla zona del controllo stop scendiamo subito a guardare la fiancata destra, che incredibilmente appare intatta: solo il paraspruzzi si è strappato e la staffa di sostegno toccava il pneumatico. Finalmente la fortuna si è ricordata che era in debito con me!! Peccato per il tempo perso nella divagazione che mi fa precipitare a un minuto e mezzo dalla Fulvia e mancando solo l’ultima impegnativa prova decido di chiudere le ostilità e di non andare a prendere rischi inutili per tentare una rimonta impossibile; meglio incamerare i 13 punti in palio che sommati a quelli della prima gara, mi fanno risalire al 3° posto nell’assoluta di Mitropa e le possibilità di migliorare ci sono, visto che all’imminente Rally Bohemia siamo solo in 3 concorrenti iscritti.
Anche in quest’occasione ho notato come vengono vissuti i rally all’estero ed in particolare in Austria: una vera festa! Basti dire che la prima prova speciale partiva dalla piazzetta di un paesino che per l’occasione era stato chiuso al traffico e il giorno della gara si presentava pieno di bancarelle e di birrerie allestite lungo la strada come se si trattasse della festa del santo patrono; ogni equipaggio veniva annunciato da uno speaker e il pubblico poteva gustarsi per 3 volte la partenza delle vetture in prova stando comodamente seduti sulle panche delle birrerie. In un trasferimento del secondo giorno siamo transitati per un altro caratteristico borgo, anche questo chiuso al traffico, ed accolti al controllo a timbro da alcuni personaggi con costumi medievali. Per non parlare poi delle squadre di bambini e bambine che prendevano d’assalto ogni macchina per farsi regalare cartoline personalizzate e farsi fare gli autografi senza distinzione se si trattava di una Mitsubishi Evo 8 o di una Fiat 128! Degne di menzione anche le due maestre che hanno portato la scolaresca a fare il giro di tutto il parco assistenza il venerdì mattina prima della partenza. E molto bello è stato quanto avvenuto prima dell’ultimo c.o dove si arrivava con enorme anticipo:i circa 25 equipaggi in attesa di timbrare, si stavano scambiando complimenti e strette di mano! Piloti moderni con quelli storici, italiani con stranieri, quelli delle auto prestigiose con quelli che le avevano più modeste! Un gran bel finale che raramente e sempre meno si vede dalle parti nostre!
Immagine: Claudio Pocar
AZ
ARTICOLO REDAZIONALE A PAGAMENTO
Garage Tremonti: la sezione “auto storiche” di una nota azienda padovana operante nel settore del commercio auto. Una nuova proposta per chi cerca una vettura da competizione in affitto per gare di rally, salita e regolarità. A Federico Tremonti, rallystorici.it rivolge alcune domande al fine di conoscere meglio l’attività.
D. Quando nasce “Garage Tremonti” e soprattutto, cosa ha spinto alla sua realizzazione.
R. Il Garage Tremonti è l’evoluzione della passione di famiglia: l’automobilismo sportivo e soprattutto i Rally.
Era l’oramai lontano 1982 l’anno in cui mio fratello Emanuele ha staccato la sua prima licenza e partendo dalla Talbt Samba gr.B negli Sprint ha corso con continuità fino agli anni ’90 con la Peugeot 309 gr.N nei trofei Peugeot e Terra; ora corre sporadicamente con le Citroen Saxo e Mitsubishi Lancer del Team.
Io, invece, ho preso la licenza “molto” più tardi, nel 1985, debuttando come naviga di Emanuele alla Coppa Monte Venda del 19885 dove, con la Samba, siamo arrivati secondi assoluti, dietro all’amico Sandro Rampin con la Ritmo 4 Rombi. (NDR tutte e due le vetture sono ancora “padovane” ed attive, la Samba, da noi e la Ritmo da amici del Club ‘91). Poi ho corso con diverse macchine, un po’ in tutte le discipline automobilistiche ed in manifestazioni che più m’ispiravano; sempre con amici al fianco, con spirito agonistico-goliardico, fino ai giorni nostri, dove corro nelle Storiche, dividendo l’abitacolo con il mio fido naviga Diego Pontin oltre al mio storico amico Fabrizio Rossetti.
Gareggiamo ambedue di rado, ma l’ambiente e la cultura del motorsport, il trovare la soluzione al problema irrisolvibile, riportare ad nuova vita vecchie auto da competizione, e le giornate frenetiche in assistenza, sono cose che ci affascinano ancora, e siccome il tempo da rubare al lavoro è tiranno – e difficilmente lo trovi se non sei motivato – abbiamo cercato di far diventare un settore attivo del nostro lavoro questa passione, e così è nato il brand “Garage Tremonti”… così non ci sentiamo in colpa!
D. Tremonti è sinonimo di vetture del Gruppo Peugeot, ma sappiamo che da poco il Garage ospita una presenza “tedesca”
R. Abbiamo lavorato su Simca Rallye 2, Sunbeam Ti e Lotus come concessionari e servizio officina; le Talbot Samba, tutti le Peugeot 205 dalla Rallye, ai Gti 1600 e 1900; le 309 8v e 16v, allestendole da rally sia per noi che per amici. Avendole seguite come concessionari di marca, per noi sono vetture che non hanno segreti: pregi, difetti e reperibilità materiali stradali e da competizione, sono a nostra perfetta conoscenza. Abbiamo, però, voluto aprire i nostri orizzonti con un’altra icona dei rally anni ’80: volevamo un auto di Gruppo 2 con i mitici e nostalgici codolini larghi e la nostra scelta è ricaduta sulla Volkswagen Golf Gti. Con calma l’abbiamo restaurata partendo da una sana sabbiatura, per passare poi al rifacimento di tutta la carrozzeria oltre all’intero impianto elettrico; iniziato poi l’allestimento ed a step la stiamo evolvendo, grazie anche alla pazienza dei nostri collaboratori. L’auto ha già partecipato ad alcune gare di regolarità con molta soddisfazione dei piloti che l’hanno usata.
D. Quali vetture e servizi proponete al cliente
R.Il nostro parco auto comprende vetture per rally moderni e storici e regolarità sport, salite.
Partiamo dalle storiche:
Peugeot 309 16v 2000cc Gr. A J2 soprannominata dal mio naviga “La Rouge”, vettura che ci ha dato parecchie soddisfazioni nel 2017, dove spicca il secondo posto assoluto al Città di Adria 2017 con Bolzoni alla guida. Ora sta avendo un importante rialzo per renderla sempre più efficiente.
Peugeot 205 Gti 1600cc Gr.A Fiche reg. Sport. Auto divertente, completa e con i colori Replica Peugeot Sport. Anche questa sta avendo un importante rialzo e soprattutto la stiamo predisponendo per la richesta dell’HTP, quindi potrà essere usata nel 2018 anche nei rally storici in J2 GruppoA fino a 1600cc..
Vw Golf Gti 1600cc Gr.2 Fiche reg. Sport. Completa di assetto, ravvicinato ed autobloccante, freno a mano idraulico. Livrea che ricorda le vetture ufficiali, ma colori personalizzati Garage Trmonti. Anche su questa vettura, per l’anno nuovo, si sta facendo l’HTP.
Talbot Samba Gr.B Fiche reg. Sport. Questa è la mamma di tutte le nostre auto. Conservata e rialzata come al tempo. Materiali Peugeot Sport d’antan e motore preparato dal compianto Adolfo. Uno dei pochi esemplari “evoluzione 1” esistenti in Italia.
Passiamo alle moderne: a disposizione abbiamo 2 Citroen Saxo, una Gr.A 6m e una Kit con sequenziale, oltre a una Mitsubishi Lancer Gr. N. Tutte pronte per salite, slalom e rally su asfalto e terra.
Come servizi, forniamo l’ assistenza a gare; allestimento vetture; manutenzione sportiva, e commercio vetture, oltre al nostro core-business di vendita auto nuove ed usate ed officina Kia Service a Padova in via Goito 136, vicino al ponte del Bassanello, nel nostro sito www.3monti.it e su Facebook trovate le notizie e le curiosità della nostra attività.
Infine, un ringraziamento lo vogliamo rivolgere ai nostri partners tecnici : Lubrificanti forniti da Ag. Gianni Rispo e Promega costruzioni e stampi leghe leggere

C’è anche rallystorici.it tra i sostenitori di Lisa Meggiarin e Silvia Gallotti che sono impegnate nella nuova avventura del Lahti Historic Rally, la gara sui velocissimi sterrati finlandesi valevole per il Campionato Europeo Fia. Nell’immagine, il duo del Team Bassano durante le verifiche sportive del 20 luglio.


























