FONTE: SCUDERIA DOLLY MOTORSPORT– In periodo storico particolare in cui tutta l’italia, ed anche molti altri stati, è bloccata da restrizioni e blocchi relative alle libertà personali per contrastare il dilagare delle infezioni da covid19, la voglia di condivisione, di stare insieme, in amicizia e spensieratezza anche al di fuori del naturale ambiente “rallystico” della Scuderia DollyMotorsport e dei suoi soci “amici” ha portato a trovare e sperimentare nuovi modi per “stare insieme”.
In un periodo in cui il distanziamento sociale è d’obbligo, ed il termine smart-working è sulla bocca di tutti, la scuderia ha deciso di sostituire uno dei consueti ritrovi serali in uno smart-ritrovo.
Tramite una delle varie piattaforme per video conferenze che oggi giorno vengono utilizzate per conferenze o formazione a distanza, è stato organizzato un ritrovo aperto a tutti i soci che avessero avuto la voglia e la possibilità di collegarsi. Il risultato? Oltre le aspettative, una serata in cui più di due ore sono volate, parlando del più e del meno, ricordando aneddoti di vecchie gare, visto che per quelle nuove toccherà aspettare, e vedendo foto di repertorio di eventi vari a cui la scuderia ed i suoi soci hanno preso parte.
Di tutto questo dobbiamo ringraziare i nostri soci, che come sempre si sono dimostrati aperti all’incontro, disponibili e volenterosi di sperimentare anche situazioni e tecnologie nuove per poter passare una serata di convivialità e spensieratezza. La scuderia è orgogliosa di avere soci di questo calibro, ed è questo che ci contraddistingue da tutte le altre, e di questo ne siamo fieri.
News
ACI Sport ha messo a punto il Protocollo medico-scientifico per l’automobilismo
FONTE: NEWSLETTER ACI SPORT – La documentazione completa verrà trasmessa al Ministro dello Sport, alla Federazione Medico Sportiva e al CONI. Il Protocollo Generale è stato messo a punto con il contributo essenziale di una equipe di medici e esperti di settore.
Un lavoro importante, un lavoro difficile che è riuscito comunque in breve tempo a produrre un documento condiviso sia dai medici, sia dei tecnici, sia dai vertici della Federazione e da quelli delle varie commissioni che comprendono tutto il variegato mondo delle discipline dello sport dell’auto.
In questi giorni abbiamo lavorato – afferma Marco Ferrari Direttore per lo Sport in ACI con tutte le componenti del nostro mondo, naturalmente in costante contatto con la Commissione Medico Scientifica, per produrre un Protocollo Generale. Il documento è stato ultimato e l’iter, già in corso, è quello di proporlo a CONI alla Federazione Medico Sportiva e al Ministero dello Sport per valutazione e approvazione. Una volta ottenuto l’avallo da parte delle varie autorità procederemo poi ad integrare questo documento generale con una specificazione dei contenuti declinata per le singole discipline. L’obiettivo è di presentarsi con tutte le carte in regola, per la riapertura dei campionati, calando il protocollo medico all’interno dei vari format delle discipline. Il che significa prevedere anche azioni dirette, con l’eliminazione e la semplificazione di alcune fasi tipiche di ciascuna gara che dovranno essere corrette. Saranno ad esempio completamente digitalizzatele le procedure di iscrizione alle gare e di verifica sportiva mentre per quelle tecniche sono state studiate modalità diverse per ogni singola disciplina”.
La Presidenza di ACI e la Direzione Centrale per lo Sport hanno anche presentato una richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per eliminare la chiusura degli impianti sportivi (art 1 lettera U del DPCM del 26 aprile) per dare così inizio all’attività di allenamento individuale per i piloti presso i nostri circuiti ed i kartodromi omologati.
FONTE: UFFICIO STAMPA, BENACUS RALLY – Il 17° Benacus Rally, il 3° Benacus Historic e la 11^ Coppa Lago di Garda non verranno disputati nella stagione 2020
Bardolino (VR), 23/04/2020
Il comitato organizzatore del 17° Benacus Rally, del 3° Benacus Historic e della 11^ Coppa Lago di Garda, con grande dispiacere si vede costretto a cancellare per quest’anno i tre eventi in programma.
Nonostante la grave situazione venutasi a creare in questo ultimo periodo, il Rally Club Bardolino in collaborazione con la Scuderia Car Racing, ha continuato a lavorare fino alle ultime ore nel caso ci fosse stata la possibilità di un rientro in calendario dopo il rinvio della data prevista in origine per il 20 e 21 marzo a seguito all’emergenza epidemiologica dovuta al Coronavirus COVID-19.
Purtroppo le richieste avanzateci da ACI Sport dove si sono indicati i criteri che si dovrebbero adottare per il regolare svolgimento di una gara, si sono rivelate in questo momento troppo onerose per il Rally Club Bardolino.
A questo si va ad aggiungere anche una possibilità di scelta di date per un eventuale rientro molto vincolanti e da indicare in un tempo troppo ristretto, quando come nel caso del Benacus Rally sono molti i Comuni coinvolti nella manifestazione.
Alla luce di tutto questo, con grande rammarico il Rally Club Bardolino si vede costretto a cancellare l’edizione 2020 del 17° Benacus Rally, del 3° Benacus Historic e della 11^ Coppa Lago di Garda.
Con la presente si ringraziano anche tutte le persone che nei loro ruoli si sono prodigate per far si che il Benacus Rally potesse avere il suo regolare svolgimento.
A loro ed a tutti gli sportivi che ci hanno supportato in questo periodo va tutta la nostra riconoscenza.
Ufficio Stampa
17° Benacus Rally | 3° Benacus Historic | 11^ Coppa Lago di Garda
Rinasce la Scuderia del Grifone
FONTE: UFFICIO STAMPA SCUDERIA DEL GRIFONE, NICOLA MANZINI – Certamente il motorismo accoglierà con entusiasmo il ritorno alle gare della Scuderia Grifone anche perché, non vi è nessuno che, non ricordi le gesta dei piloti che hanno fatto la storia di questa scuderia.
Oltre 200 in 62 anni di storia che dal 1958 hanno consentito alla Scuderia di fregiarsi di titoli italiani ed europei in qualsiasi disciplina dai kart ai rally, alla pista come alla salita. Ritorna dopo circa 10 anni di assenza a livello ufficiale la Grifone che, in questi anni, è “sopravvissuta” grazie alle attenzioni degli appassionati piloti genovesi Silvano e Gianni Chiesa, Sergio Delfino, Giorgio Spina e al Veteran Car Club Ligure, che nel 2015, aveva tentato una ripartenza.
Ora in questo difficile marzo 2020, un nuovo direttivo ha preso in mano le redini della Scuderia: Sergio Delfino resta come Presidente Onorario mentre la Presidenza passa a Gianni Chiesa figlio del compianto presidente, Silvano. Alla Vice Presidenza, un genovese doc, Mauro Ambrogi, da sempre nel mondo dei motori e titolare della
vittoriosissima, University Motors di Quinto (GE) dove, tra l’altro nacque nel 1958 la scuderia Grifone per una scissione della storica Scuderia Quinto Altro Vice Presidente e addetto stampa è un gentleman driver veronese Nicola Manzini, recente campione italiano nel CIRM; titolo a squadre conquistato assieme al manager e pilota Marco Gandino che, per la scuderia rivestirà il ruolo di Team Manager e ne curerà gli aspetti organizzativi ed economici.
Alla direzione sportiva una figlia d’arte, Marianna Ambrogi che è sui campi di gara da quando, poco più che ventenne, il padre Mauro la catapultò sia in pista ai muretti dei box o a coordinare le assistenze nei rally e negli eventi più prestigiosi. Completano il direttivo il medico genovese Alberto Bonamini, rallysta e già pilota Grifone negli anni ’80 e
Danilo Scarcella, anche lui recente campione italiano nel CIRM assieme a Gandino che coadiuverà Marianna nella direzione sportiva e curerà il comparto salita.
L’ex pilota di Formula 1 e 5 volte vincitore di Le Mans Emanuele Pirro, già pilota Grifone con le formule, il sempre giovane Maurizio Verini campione italiano ed europeo rally, Maurizio Rossi, editore e gentleman driver genovese da sempre pilota Grifone, il plurivittorioso “Jimmy il fenomeno” alias Franco Cunico, il grande pilota manager e giornalista Renzo Magnani, saranno con i due grandi personaggi della Squadra Corse Lancia, Nicky Bianchi e Conny Isenburg (già direttore sportivo Grifone) alcuni dei volti noti del motorismo nazionale e internazionale a collaborare con la nuova Grifone su idee e progetti.
La scuderia rinasce con un affiatatissimo gruppo di amici e driver che, il mese scorso, dopo tutti gli adempimenti di rito hanno richiesto alle istituzioni sportive di poter utilizzare il vecchio numero di iscrizione (N. 16148). Sono già formate le squadre agonistiche per poter rientrare con programmi ambiziosi e sponsor adeguati
alla storia e al blasone.
L’attività sarà inizialmente votata al motorismo storico con una particolare attenzione ai rally, alla regolarità e alla salita senza trascurare alcun avvenimento storico e con l’attenzione ai più importanti eventi internazionali.
Il programma sportivo 2020 della Scuderia prevedeva la partecipazione al CIRM – Campionato Italiano di Regolarità a Media, al CIREAS- Campionato Italiano Regolarità Autostoriche, al Campionato Italiano Rally Storici e Campionato Italiano Autostoriche Salita ma, come noto, a seguito dell’emergenza COVID-19 tutto è stato rinviato
con l’auspicio, di un pronto ritorno alla normalità.
Rimane confermata, dopo lo spostamento da aprile a settembre di quest’anno, la partecipazione dell’equipaggio GRIFONE tutto femminile Raffaella De Alessandrini e Marianna Ambrogi al TOUR-AUTO OPTIC e la partecipazione della scuderia al prossimo Tour de Corse nel mese di ottobre.
Il programma sportivo 2021, ancora da definire, ricalcherà quello previsto per il 2020 per quanto riguarda la partecipazione ai campionati ma con un grande inizio la partecipazione, con una propria squadra, al rally storico per eccellenza, il mitico Rallye Monte-Carlo Historique a gennaio 2021.
Sicuramente la situazione attuale non permette di fare programmi a breve termine ma la Scuderia è rinata e pronta alla ripresa agonistica.
Il Rally Club Valpantena sostiene l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria
FONTE: UFFICIO STAMPA RALLY CLUB VALPANTENA, MATTEO BELLAMOLI – Il Rally Club Valpantena sostiene l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e rinuncia al contributo del Comune di Bosco Chiesanuova
Il club veronese ha donato 2.000 Euro a sostegno della struttura ospedaliera veronese per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 Coronavirus e ha rinunciato al contributo del Comune di Bosco Chiesanuova.
Anche il Rally Club Valpantena scende in campo contro il Covid-19 Coronavirus e lo fa con una donazione all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.
Il club veronese, che lo scorso febbraio aveva organizzato il 2° Lessinia Rally Historic e 10° LessiniaSport prima del blocco per l’emergenza sanitaria, ha così devoluto 2.000 Euro alla struttura sanitaria che sorge in Valpolicella per aiutare il contrasto all’epidemia.
Contestualmente, il club presieduto da Roberto Brunelli e composto da Gian Urbano Bellamoli, Sergio Brunelli, Paolo Saletti ed Alberto Zanchi ha anche deciso di rinunciare al contributo che il Comune di Bosco Chiesanuova destinato al club stesso, per consentire all’amministrazione comunale di poterne disporre in base alle necessità delle famiglie più in difficoltà.
«Abbiamo contribuito nel nostro piccolo contro questa grande emergenza – hanno commentato dal direttivo – Siamo chiaramente tutti in apprensione per quanto sta succedendo e speriamo davvero che quanto prima la situazione possa tornare alla normalità, anche se sappiamo che questo sarà un processo lungo. L’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar è la realtà sanitaria più vicina al nostro territorio e in queste settimane è stata interessata in maniera importante da casi di Covid-19. Il nostro pensiero va a tutto il personale medico e infermieristico che tutti i giorni svolge il proprio lavoro per fronteggiare questo difficile momento. Allo stesso modo il Comune di Bosco Chiesanuova ci ha sempre sostenuto con slancio, e ci sarebbe sembrato per lo meno fuori luogo accettare il consueto contributo devoluto nei confronti della nostra associazione sportiva. Siamo vicini a tutti coloro che sono in difficoltà e vogliamo testimoniare che tutti insieme ce la faremo e rivivremo ancora belle e intense giornate di sport».
Rally Club Valpantena | La nostra storia
Il Rally Club Valpantena nasce ufficialmente il 28 agosto del 1983 come primo club rallystico in Italia, dall’idea di un gruppo di amici appassionati di rally che già seguivano le manifestazioni da parecchi anni, abituati alle notti insonni lungo le speciali che un tempo si correvano esclusivamente di notte: dal veronese Rally 2 Valli fino ai vari trofei veneti che nei primi anni Ottanta sgomitavano per guadagnare titolazioni di spicco.
La sede storica e attuale è la Pizzeria Miravalle, che guarda caso sorge proprio nel primo tratto di salita di quella che negli anni Cinquanta e Sessanta fu la leggendaria cronoscalata Stallavena-Bosco Chiesanuova.
All’inizio sono dieci i soci fondatori: Roberto Brunelli, Sergio Brunelli, Alberto Zanchi, Paolo Saletti, Gian Urbano Bellamoli, Luciano Veronesi, Adelino Brunelli, Maurizio Todeschini, Luigi e Paolo Iseppi che si sono subito contraddistinti creando un singolare quanto unico punto di riferimento per tutti i piloti e navigatori praticanti, ma soprattutto per i semplici appassionati dell’ambiente rallistico nazionale.
Da quell’epica data, pagine e pagine di storia sono state scritte e hanno visto la presenza del Club in alcuni degli appuntamenti più famosi al mondo: l’Acropolis in Grecia, Il Montecarlo in Francia, il Tour de Corse in Corsica, il Rac in Gran Bretagna, il Catalunya in Spagna, fino alle classiche gare nordiche di Svezia, Norvegia e del Mille Laghi in Finlandia.
Per celebrare i vent’anni dalla nascita del sodalizio, il Rally Club Valpantena ha iniziato l’avventura come comitato organizzatore del Revival Valpantena, che in pochi anni ha portato la manifestazione ai massimi livelli e riconoscimenti nazionali e internazionali come una fra le più ambite dai praticanti della specialità. Nelle varie edizioni hanno partecipato campioni quali Sandro Munari, Walter Rohl, Gianfranco Cunico, Miki Biasion, “Lucky” Battistolli, Rudy Dal Pozzo, Tony Fassina, Fulvio Bacchelli, Mauro Pregliasco e Vanni Tacchini, a bordo delle vetture che li hanno visti protagonisti negli anni d’oro del rallysmo internazionale.
Il successo del Revival Rally Club Valpantena porta alla nascita di LessiniaSport, altra manifestazione di regolarità sport che si disputa all’inizio della stagione sportiva.
Fanno oggi parte del Comitato Organizzatore: il Presidente “Bob” Brunelli, Alberto Zanchi, Gian Urbano Bellamoli, Sergio Brunelli, Paolo Saletti con la collaborazione di Marco Sartori e Matteo Bellamoli.
Nonostante il radicale cambiamento della realtà sportiva odierna, prosegue indissolubile l’attività del Club più longevo d’Italia, che da quasi un trentennio porta avanti con immutata passione l’amore per i rally e per tutto l’automobilismo da corsa.
Paura? No grazie!
Pubblico con piacere una riflessione dell’amico che si firma Ca’ de Diaolo, ma che molti di voi conosceranno nella sua duplice veste di pilota e navigatore (chi mai sarà?). Una nuova testimonianza sul difficile periodo in generale, e per la nostra passione oltre che lavoro per molti di noi. Buona lettura. AZ
Cari Amici Rallystoricisti,
era un po’ di tempo che non avevo l’occasione di condividere qualcosa con voi (Andrea, ma ti ricordi i bei tempi del TriVeS?), e così in questi giorni di tristezza e riflessioni ho preso la tastiera in mano e mi sono messo giù.
Tristezza, innanzitutto, perché e inutile che ce la vengano a menare di qua e di là con i vari “io resto a casa” ed “andrà tutto bene”, che ormai sembrano solo dei vuoti ed inutili slogan di propaganda ad uso e consumo dei media e della pubblicità, tanto tutti più o meno abbiamo capito cosa è successo e cosa dobbiamo e non dobbiamo fare e nessuno di noi è nato nella camera dei codeghini!
Tristezza perché qui da noi in Veneto il bilancio è tutto sommato non devastante, ma in altre zone limitrofe, dove tutti abbiamo tanti compagni di merende, questa disgrazia si è abbattuta in modo molto più pesante e decisamente più grave, ed è ovviamente a questi amici che non possiamo non sentirci vicini.
Siamo tutti disorientati e sconfortati perché siamo davanti ad una cosa che non solo non ci era mai successa, ma che mai avremmo immaginato, solo tre mesi fa, che ci potesse succedere.
Ancora a metà Febbraio io e quei pochi privilegiati che abbiamo avuto la fortuna di correre il Lessinia mai avremmo pensato che quella sarebbe stata (forse…speriamo di no) l’unica gara veneta di rally storici del 2020.
Però…
Cosa ci ha insegnato il nostro Sport?
Ad andare sempre avanti superando ogni difficoltà e a non avere paura, con lealtà e rispetto delle regole.
E ancora una cosa più importante: ognuno deve fare i conti con la propria tabella di marcia, senza lasciarsi influenzare da ragionamenti estranei.
Oggi che appaiono all’orizzonte i primi timidi segnali di uscita dal tunnel credo che questi insegnamenti debbano essere da noi rallisti/cittadini più che mai ascoltati e messi in pratica: dai media arrivano un sacco di notizie, impulsi, suggerimenti, a volte sensati, spesso inopportuni, molte volte ignoranti.
Cerchiamo di dare ad ognuno il giusto peso ed abituiamoci ad usare sempre il nostro cervello, pur nel rispetto delle regole che ci vengono imposte.
Io personalmente da più di un mese ho spento la televisione, non ne potevo più di sentire fesserie, oggi la uso solo per guardare vecchi DVD di rally.
Quando esco di casa per lavoro e vedo persone che all’interno della loro auto guidano da sole con tanto di mascherina calzata fino agli occhi mi viene da ridere, così come quando incrocio altri che, prima di incrociare il mio cammino, attraversano la strada per traslocare sul marciapiede opposto.
Dobbiamo avere attenzione, non paura!
Chi ha fatto la discesa del Manghen (o il Langan, o il Volterraio, o altre prove che ben conosciamo) sa bene quale è la differenza tra la paura ed il giusto rispetto che bisogna dare a certi percorsi su cui siamo chiamati a misurarci.
Chi ha paura non va avanti, rischia lo stesso ed esce dalla prova dopo una vita e mezza, finendo inevitabilmente in fondo al gruppo, mentre chi affronta la P.S. con il giusto mix di attenzione, cervello e piede spesso porta a casa il risultato (e la macchina intera…).
Questo dobbiamo fare oggi: ragionare con la nostra testa nel rispettare le regole, ma non avere paura; usare il cervello ed avere la giusta attenzione, solo in questo modo riusciremo ad uscire bene da questa difficile prova speciale e per tutti questo significherà portare a casa il risultato.
Ancora una volta facciamo vedere che i rallisti sono una razza a parte. Il nostro sport ci ha insegnato tante cose che ora ci possono tornare utili: mettiamole in pratica!
E come ai vecchi tempi presto potremo ancora tornare ad andare… SO A OVO!
Ca’ del Diaolo
Buon compleanno Team Bassano!
E sono 25! Era infatti il 18 aprile del 1995 quando Mauro Valerio, Cristian Cappellari, David Meneghetti e Thomas Bertoncello fondarono il Team 112 Abarth Bassano che di lì a qualche anno, grazie ad una costante crescita, diventò il Team Bassano. Un squadra che annovera tesserati e sostenitori da tutta Italia e anche dall’estero.
Innumerevoli i successi in gara e i titoli conquistati, sempre accompagnati da quello spirito festaiolo che ha fatto conoscere ed apprezzare il Team Bassano nel mondo delle auto storiche.
Le auto sono ferme nei garages, ma sicuramente Mauro Valerio avrà già pensato al primo appuntamento, una volta usciti da questo incredibile periodo…e la festa del 25° sarà ancora più grande e partecipata.
Nel frattempo, ricordiamo quella del 2015 con i quattro fondatori al taglio della torta.
andrea zanovello
Medici sportivi, Federazione, Commissioni di settore e Organizzatori al lavoro per la ripresa
FONTE: SITO ACI SPORT – A breve sarà messo a punto un protocollo medico sportivo in vista della ripresa delle gare.
17 aprile 2020 – Come si potranno e si dovranno svolgere le manifestazioni del nostro settore e quali accorgimenti dovranno essere adottati da Organizzatori, Piloti, Team, per permette la ripartenza del nostro settore a livello agonistico? Per dare risposta a queste da altre domande si stanno intensificando gli incontri tra le varie componenti del mondo del motorsport tricolore in particolare tra la Commissione Medica Sportiva, i vertici della Federazioni, le varie Commissioni di Specialità e gli Organizzatori.
L’obiettivo – in fase di realizzazione, già nella prossima settimana si avranno i primi risultati – è quello di mettere a punto un protocollo medico sportivo che consenta a tutte le componenti del nostro mondo di organizzarsi in vista della riapertura della stagione sportiva. Un protocollo che sarà naturalmente sottoposto, per approvazione, anche alla FMSI ed al CONI.
Un lavoro complesso, date le diverse tipologie di gare, che inizierà da un’attenta analisi da parte della Commissione Medico Sportiva sull’attuale situazione sanitaria che sarà poi recepito e integrato dagli organizzatori delle gare su strada e da quelli delle gare in pista e quindi adattato ad ogni disciplina con il supporto degli esperti di ogni specialità.
Un protocollo che, naturalmente, seguirà sempre i Decreti del Governo e le Direttive delle Autorità territoriali e che quindi potrà trovare nuove evoluzioni in base allo sviluppo della emergenza epidemiologica.
Forza Bergamo!
Bergamo. La città che da quasi due mesi è sinonimo di nefaste notizie; un tragico bollettino quotidiano che sentiamo da quando siamo precipitati nel tunnel della pandemia da Covid-19.
Di Bergamo, invece, voglio raccontare parlando di rally, la mia passione; il mio lavoro. Lo faccio tornando indietro d’una ventina d’anni, ma anticipando con un breve excursus al 1997 quando a fine stagione, gli organizzatori del Rallysprint della Fettunta – che si correva in Toscana – ebbero la felice intuizione di raddoppiare la gara, grazie al primo “sprint” dedicato alle auto storiche. L’esperimento ebbe un buon successo e l’anno successivo l’Automobile Club Bergamo mise a calendario il 1° Prealpi Orobiche Rally Sprint Autostoriche.
Si corse l’11 ottobre e all’appello risposero solo nove equipaggi, ma gli elogi di Carlo di Giusto nell’articolo pubblicato su “I Signori del Volante”, il mai dimenticato allegato a Ruoteclassiche, fecero capire che quella passione e quegli sforzi sarebbero stati ripagati negli anni a venire. Per la cronaca, vinsero Andrea Polli e Malvina Giuntoli su Lotus Elan.
Per la seconda edizione, quella del 1999, fu scelta la data del 16 maggio e dei diciassette iscritti, 13 se ne presentarono al via. Un percorso in linea, con quattro diverse prove da svolgersi nello spazio della mattinata, tra le quali la bellissima “Nembro – Selvino”. Gara ben organizzata, con la conferma della passione profusa dall’AC lombardo. Quel 16 maggio fu per me una data importante, quella del mio esordio in un rally storico; con la mia prima “auto da corsa”: una modesta Fiat 850 Coupè di serie, con la quale mi rimisi al volante 14 anni dopo l’infelice debutto del 1985. A trionfare in quell’edizione furono Michele Bigatti ed Alberto Mosconi su Renault Alpine A110.
E’ il 14 maggio del 2000 quando va in scena la terza edizione, sempre con partenza dal centro di Bergamo: ventidue dei ventitrè iscritti si danno battaglia su tre prove (una venne annullata per una frana nel pre gara) con l’indimenticato Luigi Bormolini ad aprire le danze su Porsche 914/6. Sarà però la Porsche 911 dei friulani Edo Muner ed Eugenio Picotti ad aggiungersi all’albo doro della manifestazione che continua a raccoglier consensi come confermerà l’edizione del 2001.
Si corre domenica 6 maggio e sono trentacinque i verificati che portano in gara una variegata rassegna di mezzi. Massimo Perotto e Maurizio Torlasco firmano un poker di scratch e si aggiudicano la gara con la Porsche 911 SC. Un debuttante Lucio Da Zanche – che dieci anni dopo sarà Campione Italiano – chiude quinto assoluto in coppia con Simone Trutalli.
Il Prealpi Orobiche è una realtà consolidata e nel 2002 ha validità per il Trofeo CSAI Rally. Trentasei i partenti in un piovoso 5 maggio ed un percorso che cambia quasi completamente. Ancora una Porsche 911 in vetta: stavolta è quella dei valtellinesi Luigi Marchionni e Luca Spagnolatti.
E’ un ulteriore cambiamento quello che caratterizza l’edizione del 2003: quartier generale che si sposta alle terme di Trescore Balneario ed un percorso ulteriormente rinnovato; calano i partenti, scendendo a ventiquattro unità. Vincono Emanuele Paganoni e Marco Dell’Acqua – anch’essi futuri Tricolori – con la Fiat 131 Abarth.
Ancora da Trescore Balnario per la settima edizione corsa domenica 2 maggio: trenta gli equipaggi scattati alle 7.01 dal piazzale del complesso termale. Gigi Marchionni, stavolta con Marisa Novelli sulla Porsche 911, bissa la vittoria di due anni prima e chiude l’albo d’oro di quello che è stato l’unico rallysprint per sole auto storiche ed una bella pagina dell’automobilismo.
Una gara davvero bella, ben organizzata e che avrebbe meritato di crescere ma dal 2005 AC Bergamo, decise per lo stop.
Ho partecipato a sei delle sette edizioni: oltre a quella del 1999 con la 850, le cinque successive le ho corse con la 128 Rally con la quale ho vinto la classe in tutte le edizioni. Ed assieme a Carlo Crestani e Raffaele Mundi sono il “modesto” recordman con sei partecipazioni ad un rally che per diversi motivi, mi è rimasto nel cuore.
Forza Bergamo.
andrea zanovello
5 ,4 ,3, 2, 1…
Gli ultimi cinque secondi, quelli decisivi prima dello start della Prova Speciale; quelli che raddoppiavano il batticuore, quando a scandirli era la mano del cronometrista e non il semaforo.
Gli ultimi cinque secondi: ma il verde non scatta.
Prova sospesa? Sembra proprio così; anzi no: annullata.
Ecco, oggi la situazione del mondo dei rally storici la vedo – purtroppo – così. Una situazione incredibile e surreale; inaspettata dopo che la stagione si era messa in moto proprio mentre arrivavano i primi segnali dell’allarme del virus Covid-19. In Italia e quasi in tutto il mondo l’automobilismo si è dovuto fermare, a partire dalla categoria “regina: la Formula Uno.
Gare rinviate a data da destinarsi, ma che senza tanti giri di parole, quelle date saranno difficili se non impossibili da trovare. Almeno per il 2020.
Si potrebbe leggere come pessimismo in un momento in cui servirebbe un sentimento opposto. No, è solo essere realisti. E per spiegarlo in modo semplice ed efficace, basta pensare ad un elemento fondamentale per le gare automobilistiche: il piano sanitario. Prendiamo un rally come il Valsugana Historic che era in programma il 25 aprile prossimo: lo scorso anno necessitò di una decina di ambulanze, con relativo equipaggio. Stante l’attuale situazione a livello nazionale, credo sia superfluo ogni altro dettaglio per capire che fino a quando questo aspetto non tornerà alla normalità, sarà impossibile pensare di rivedere quel semaforo diventare verde. Senza dimenticare gli altri lati comunque fondamentali, come quelli amministrativi e burocratici (autorizzazioni, logistica, ecc…), la perdita degli sponsor, e non ultimo l’inevitabile calo degli iscritti.
Un mondo che, agli occhi dei più, può esser visto come “superfluo”, ma che dava da lavorare ad indotto non indifferente: preparatori, gommisti, noleggiatori; ma anche aziende specializzate nel motorsport, fotografi, giornalisti e produttori video.
Un mondo che – e lo ribadisco – non sapremo quando potrà rimettersi in moto e se ci riuscirà, lo farà in modo parziale. Spariranno manifestazioni, blasonate o nate da poco, equipaggi “veterani”, ma anche quelli che avevano appena finito di prepararsi nel garage di casa, l’agognata «macchina da corsa», a costo di chissà quali sacrifici.
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale l’automobilismo riuscì a rimettersi in moto come tutta la Nazione: già nel 1947 la 1000 Miglia riprese a scrivere la leggenda. Ma erano altri tempi: un artigiano poteva adattare la meccanica di una “Topolino” o di una “Balilla”, realizzare una vettura da corsa e, una volta pennellati i numeri sulle fiancate, schierarsi al via affidando la propria incolumità ad una cuffia di pelle ed un paio di occhialoni da aviatore.
Pure la rievocazione storica della 1000 Miglia è stata rinviata ad ottobre; da anni si disputa con la formula della regolarità e a mio avviso, forse saranno queste le gare automobilistiche che per prime riusciranno a ripartire. Ma per chi è abituato all’adrenalina della velocità, ammesso che abbia anche la mente “libera” per pensare alle corse, non potrà esser la soluzione. Come per un amante del caffè, non era la stessa cosa dover sorbire la “Miscela Leone” o il “Vero Frank” durante e dopo la guerra.
andrea zanovello


























