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Rubini innamorato di Antibes, nonostante il ritiro

FONTE: UFFICIO STAMPA GIULIO RUBINI, FABRIZIO HANDELIl pilota di Este si vede costretto ad ingoiare un altro boccone amaro, dopo quello della passata edizione, ma resta comunque soddisfatto per aver ricalcato le speciali del mito.
Este (Pd), 21 Maggio 2019 – Il Rally di Antibes si conferma stregato, per il secondo anno consecutivo, per Giulio Rubini, costretto ad alzare bandiera bianca, causa noie tecniche, quando all’arrivo mancava solamente una prova speciale.
Il pilota di Este, portacolori della scuderia Monselice Corse, ritornava in Costa Azzurra, nell’appuntamento valido per il TER Historic e per il VHC, con l’unico obiettivo di cancellare la sfortuna patita nella precedente edizione, quando una buona prestazione fu vanificata dal ritiro nelle prime battute della tappa di apertura, per un problema ad un carburatore.
Il destino beffardo si è invece ripetuto anche nel recente fine settimana, porgendo sul piatto un boccone forse più indigesto del predecessore, con la Peugeot 205 Rallye gruppo A che si fermava a quattro chilometri circa dal passo del Col del Turini, penultima speciale in programma, per un problema al differenziale.
Tanta la delusione per l’atestino, affiancato dal navigatore adriese Fabrizio Handel, e per tutto lo staff di Assoclub Motorsport.
“Purtroppo è andata male anche quest’anno” – racconta Rubini – “e ci siamo ritirati quando ormai pregustavamo il traguardo finale di Antibes. Nonostante il ritiro però queste speciali mi fanno innamorare sempre di più, quest’anno ancor di più dello scorso. Torneremo, di sicuro.”
Quattro i tratti cronometrati per la prima giornata, Sabato 18 Maggio: in condizioni miste, tra umido ed asciutto, Rubini iniziava a prendere confidenza con le nuove coperture Yokohama e, dopo le prime tre, si attestava al trentaduesimo assoluto, unico partente in classe A/E3.
Grazie al buon diciannovesimo tempo sull’inedita speciale spettacolo di “Saint Laurent du Var” il pilota della trazione anteriore di casa Peugeot archiviava la prima tappa al ventottesimo nella generale, precedendo vetture ben più performanti come alcune Porsche 911, Peugeot 309, Renault 5 GT Turbo e Volkswagen Golf.
Soddisfatto per una prima giornata alquanto positiva, nonostante un problema sul finale, Rubini partiva deciso per le sei speciali rimanenti della Domenica: al termine del primo passaggio sul trittico composto da “Coaraze – Lantosque”, “La Bollène – Col de Turini – Peira-Cava” e “Col de l’Ablé – Col de Braus – Saint Laurent” il patavino si confermava al ventottesimo posto assoluto.
La doccia fredda si nascondeva sul Turini dove, nell’affrontare un tornante sinistro in salita, cedeva un mozzetto del differenziale, in seguito alla rottura delle boccole dello sterzo, mandando in fumo un risultato di sicuro prestigio, in un contesto altamente competitivo.
“Sul bagnato siamo stati più contratti” – sottolinea Rubini – “perchè non ci fidavamo troppo delle nuove gomme, tutte da scoprire, ma quando capivamo che potevamo spingere lo facevamo. Ci siamo divertiti e tolti comunque delle belle soddisfazioni. Grazie a Manuel ed a Valentina, di Assoclub Motorsport, perchè han fatto di tutto per farci arrivare alla fine. È stato bello ritrovare Jean-Pierre Ballet e conoscere nuovi equipaggi italiani. Siamo tristi ma, al tempo stesso, felici.”

Immagine: Gabriele Lavagnini

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